Giuseppe Giusti: un poeta risorgimentale

giuseppe-giustiGiuseppe Giusti visse nel periodo risorgimentale, nascendo a Monsummano Terme nel 1809 e morendo a Firenze nel 1850. Suo nonno paterno era politicamente influente presso il governo di Pietro Leopoldo.

Dalla tradizione giocosa toscana Giuseppe Giusti spostò le liriche verso una paesanità stilistica aliena da falsità e da raffinatezze sociali, restando ostile ad una franca, esagerata letterarietà. I suoi “Scherzi” restano lo scritto più conosciuto: satire del decennio 1840-50.

Attraverso un Epistolario, un’opera di Memorie ed una raccolta di proverbi toscani cercò di riportare una visione della vita schietta, diretta e limpida.

Studiò giurisprudenza a Firenze senza mai esercitare la professione, conobbe Gino Capponi e restò suo grande amico. Visse a Firenze come un liberale moderato, diventando maggiore della Guardia civica.

A Firenze, la diffusione dei versi giustiani era per i soli amici, ai quali recitava direttamente i propri scritti acuti ed ironici. La città rappresentò il centro vivo e fervido per la sua vitalità di contestatore ribelle e nella satira trovò l’espressione appropriata.

Le sue composizioni, caratterizzate da umorismo pungente in una struttura fluida, serbavano sottile malinconia e ritraevano il gusto per la vita toscana. Pubblicate inizialmente in forma sparsa, furono raccolte in varie edizioni dal 1844 al 1847. Affidati alla tradizione orale rimasero “Gli Scherzi”.

Nel paese di Monsummano resta la casa natale di Giuseppe Giusti, in Viale Martini, a due passi dalla piazza principale, Piazza Giusti. Dal 1992 la casa è diventata il Museo Nazionale di Casa Giusti.

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